La relazione non è un optional!
Migliorare un aspetto che non si può escludere dalla propria professione
Pubblicazione a cura di: Avo Este
Presentazione
Se mi chiedessero di sintetizzare il contenuto della tesi di laurea di 3 Gloria in Fisioterapia, suggerirei di andare a pagina…..per leggere due passaggi, particolarmente significativi, che evidenziano alcune considerazioni inserite nel Piano Sanitario Nazionale del triennio 2006-2008.
Il primo punto recita “…Il coinvolgimento dei familiari e delle e associazioni di volontariato nei percorsi sanitari, consentendo la reciproca conoscenza e la collaborazione mirata - in forma sinergica con le attività portate avanti dal personale - aumenta l’efficacia e l’efficienza degli interventi.”.
La funzione dell’operatore sanitario non può essere limitata alla sola manovra operativa, ma deve necessariamente essere correlata a molteplici altri aspetti, indispensabili affinché il paziente si senta preso in considerazione, non solo come oggetto patologico, ma come soggetto nella sua totalità psico-fisica. Di conseguenza risulta quanto mai opportuno prestare particolare attenzione a tutti quei comportamenti relazionali, come ad esempio la postura, la disponibilità, la chiarezza, che rappresentano le componenti della comunicazione verbale e non verbale utilizzate con il paziente ed i suoi familiari.
Non considerare, nel percorso clinico del paziente, il suo vissuto esterno all’ambiente ospedaliero, significa moncarlo di qualcosa di vitale e fondamentale, essendo praticamente impossibile disgiun- gere la persona dal suo mondo quotidiano di abitudini ed emozioni.
Proprio per questi motivi l’evento terapeutico risulta essere “sanante” solamente con la partecipazione collaborativa di tutti gli operatori coinvolti nell’atto terapeutico.
Intelligentemente, il Servizio Sanitario Nazionale prevede la presenza delle associazioni di volontariato negli ospedali e nei luoghi di cura, consapevole che, nella maggioranza dei casi, i ritmi del carico di lavoro impediscano al personale tecnico un rapporto, nei confronti del paziente, di presenza e attenzione, al di là di quello meramente operativo.
Tale scelta deriva da una presa di coscienza delle reali necessità che ha il paziente nell’avere a disposizione persone che si rapportino a lui da un punto di vista umano e ricordiamo, a tal proposito, che chi opera nel volontariato ha infatti la caratteristica peculiare di dedicare il proprio tempo all’attenzione della persona, senza intenti remunerativi di alcun tipo e con la ormai dote rara di piena disponibilità, senza essere distratto da altre incombenze o dall’ossessione del tempo che passa. Questo, forse, è l’elemento di maggior rilevanza e l’estensore del testo del Piano Sanitario Nazionale lo sa, avendo piena conoscenza delle potenzialità del volontariato.
Può sorprendere che l’Associazione Volontari Ospedalieri “AVO” si sia impegnata a pubblicare la tesi di laurea di Gloria Dissegna, tecnico di fisioterapia, oltre modo perchè nell’ospedale di Este non vi è un relativo reparto ove prestare servizio; tuttavia questa scelta trova una sua logica leggendo attentamente il testo: Gloria, infatti, affronta la sua professione partendo da un presupposto fondamentale: al paziente deve essere riconosciuto sempre più il diritto di essere protagonista della propria malattia, rendendolo compartecipe anche e soprattutto della propria guarigione. Il concetto antropologico della medicina, che considera il soggetto come centro di gravitazione del sapere e dell’agire, non è immune da difficoltà e resistenze, perciò
Gloria ha cercato di approfondire l’argomento riuscendo a smitizzare queste difficoltà, attraverso una forma particolare di comunicazione che, valorizzata dall’impiego di alcune tecniche particolari e mirate, si trasforma in relazione. In questo percorso di nuove consapevolezze, determinante è stata per Gloria la frequentazione di
alcuni corsi DRA (Dialogo e Relazione di Aiuto).
Nel secondo punto sottolineato da Gloria, sempre a pag.---------, il Sistema Sanitario Nazionale sostiene che“…Gli obiettivi che la Formazione continua propone sono sinteticamente: …il mantenimento della motivazione alla professione di tutti gli operatori sanitari…”.
A questo proposito, nel libro si apre un capitolo molto interessante e stimolante che, in parallelo, viene vissutoanche nella vita degli operatori sanitari.
“Motivazione” significa ogni giorno, ogni volta che ci si relaziona con un malato, ritornare alle origini, ripensare al perché si è scelta la professione e a ciò che ci ha spinti ad intraprendere questa particolare attività.
Non dimenticare le origini del “perché della scelta”, significa mantenere alto il valore dato a quella divisa o a quel camice, con tutte le implicazioni connesse.
Costantemente, nei corsi di aggiornamento e nelle varie riunioni, viene consigliato al volontario ospedaliero di ricordarsi, ogni volta che inizia l’attività, del perché ha fatto quella scelta e del perché ha deciso di dedicare del tempo agli altri. Questo aiuta a rafforzare l’idea di essere utili al prossimo, permettendo di rinnovare l’entusiasmo e la voglia di continuare, nonostante le eventuali difficoltà e le inevitabili delusioni.
Ecco alcune affermazioni di Gloria che, con la sua fatica, ma anche con la gioia, la vitalità e l’entusiasmo del neofita, danno senso alla sua concezione riguardo a chi opera nel contesto sanitario “La tendenza della medicina a focalizzare la propria attenzione sulla cura della malattia va superata per fare spazio alla cura della salute, che veda l’individuo come elemento centrale e protagonista delle cure che riceve e non come portatore di problemi organici da individuare e da risolvere. In questo senso, grande importanza assumono gli aspetti di comunicazione, di relazione e di umanizzazione. Vi sono però ancora molti ostacoli al cambiamento sia da parte degli operatori che da parte dei pazienti stessi”.
Voler svolgere la professione sanitaria senza tener conto della relazione e della comunicazione, significa, già a priori, decurtare di almeno la metà il risultato terapeutico.
L’AVO di Este, che con entusiasmo ha deciso di prendersi carico dell’edizione di questo testo, in collaborazione con l’ACOS (Associazione Cattolica Operatori Sanitari) del Veneto, di cui Gloria fa parte, auspica, anche grazie al proprio esempio che quotidianamente cerca di offrire durante il proprio servizio nei vari reparti, che gli operatori sanitari, con i quali continuamente è a contatto, comprendano che, con i pazienti, questo tipo di relazione-comunicazione non strettamente operativa, ha una valenza determinante ai fini dei risultati
medici e pertanto si impegnino sempre più considerando questo aspetto un bisogno per il malato e un dovere per l’operatore.
La funzione del volontariato AVO è rappresentata dall’essere elemento stimolante affinchè gli operatori sanitari mantengano il lato umano nel rapporto con il paziente.
L’intento dell’edizione di questo libro è proprio questo.
Francesco Chiodin
Presidente AVO Este
Presidente ACOS Veneto
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